Cronache dello scorso Giocaruolando

Il progetto Giocaruolando ricomincia oggi stesso con il primo appuntamento, presso la Scuola Media Statale “Salvemini – La Pira” dell’Istituto Comprensivo Margherita Hack.
In questo sito vi aggiorneremo su tutti gli eventi del progetto, raccogliendo foto e testimonianze delle singole partite.
Vogliamo cominciare questo viaggio assieme con dei ricordi dell’anno passato che alcuni narratori hanno voluto condividere con noi per farci vivere la magia che permea questo meraviglioso progetto.

Michele: “Sono due i fattori che mi hanno più colpito di nell’edizione dello scorso anno. Abituato ad insegnare robotica e tecnologie, pensavo che in un ITIS (ISIS Marconi) l’esperienza del gioco di ruolo sarebbe stata difficilmente coinvolgente, visto che non toccava nessuno degli interessi principali di un adolescente orientato alla formazione tecnica. Eppure il lavoro fatto in classe ha coinvolto in modo estremamente immersivo il gruppo che ha lavorato con me, al punto di rendere l’insegnante assolutamente entusiasta dell’esperienza.
L’altro grande ricordo è l’esperienza portata nella scuola secondaria inferiore della Nave: è stata per me un esperimento, per valutare più che altro se dei ragazzini di quell’età avrebbero trovato interessante il gioco di ruolo. L’esperienza ha colpito così tanto i partecipanti che i vincitori della selezione locale, pur senza particolare preparazione o preavviso, nell’arco di qualche giorno si sono organizzati con alcuni genitori per una spedizione a Lucca per partecipare alle fasi finali.”

Francesca: “All’I.S.I.S. Gobetti Volta di Bagno a Ripoli avevamo un gruppo eterogeneo e avevo deciso di far giocare una storia a tema piratesco: i ragazzi si prendevano inizialmente molto in giro e non affrontavano seriamente la partita.
Piano piano si sono però calati nella parte ed è stato molto bello vede cambiare loro atteggiamento: all’inizio erano molto timidi, pensavano che impersonare un pirata e tirare i dadi per affrontare un’azione fosse una cosa stupida, ma il loro approccio è via via mutato quando hanno dovuto fare squadra per gestire la loro nave dai pirati nemici. I ragazzi si sono divertiti e complimentati con me.
Mi è rimasta nel cuore la velocità con cui il gioco di ruolo sia stata capace di fare gruppo tra gli adolescenti”

Nicola: “Al Liceo artistico di Lucca abbiamo giocato a The Sprawl, un gioco cyberpunk del genere “play by the apocalypse”. C’era una netta maggioranza di ragazze al tavolo: abbiamo cominciato definendo insieme il mondo di gioco, nonostante nessuno di essi avesse esperienza con la narrativa cyberpunk, ed essi stessi hanno creato il loro immaginario distopico: in una Mosca governata da una corporazione populistica che fidelizzava gli strati bassi della popolazione tramite il monopolio dei medicinali: l’hacker del gruppo, ad esempio, è riuscito a far riassegnare a tutti un nuova nuova razione di medicinali. La sessione è stata molto avventurosa ed è finita in una missione suicida, ma sono riusciti a sconfiggere il presidente della corporazione. I giocatori hanno avuto grande fantasia e sono riusciti a non farsi prendere in contropiede da un’ambientazione apparentemente così impegnativa e mi ha mostrato come ragazzi intelligenti possano approcciarsi anche a giochi considerati “per esperti”.”

Fabio: “Abbiamo deciso di fare un’avventura molto particolare basata sull’analisi e la critica del razzismo negli Stati Uniti durante il West.
Io ti posso descrivere l‘emozione ed il trasporto con cui i ragazzi si sono scannati nei ruoli di tre pistoleri bianchi razzisti in cerca di oro e dei loro tre schiavi di colore in cerca di libertà. Ciascuno di loro era la chiave per superare uno dei twist dell’avventura, ambientata in un villaggio fantasma del West in cui un cacciatore di taglie di colore era stato giustiziato ingiustamente perchè sulle tracce di un bandito bianco, ormai divenuto il rispettabile sindaco.

Filippo: “Sono rimasto molto colpito dai ragazzi delle medie “La Nave” di Forlì: ho inscenato un’avventura particolare nella quale i giocatori acquisivano parte dei poteri del narratore, ma contemporaneamente i personaggi si “ribellavano” ad essi diventando indipendenti. I ragazzi sono rimasti folgorati dall’idea e continuano a fare giochi di ruolo nel loro tempo libero. All’ITIS Marconi, invece, i ragazzi hanno giocato un’avventura di Lovecraftesque ambientata nella guerra fredda: l’insegnante ha adorato l’idea e ha poi riutilizzato riferimenti al gioco durante le successive ore di didattica”